Informazioni personali

La mia foto
"Qua i Togni sò potentissimi"

sabato 18 febbraio 2012

Anatomia di un tortellino


Ieri sera a casa della Cummari ho scoperto quanto sia difficile disegnare la sagoma di un tortellino stilizzato. Provateci cazzo! E' la natura stessa del tortellino ad essere sibillina. Allude a quella umana. Io, ad esempio, sono completamente finta. Non faccio altro che sparare cazzate volgari che suonino presumibilmente estreme per non incorrere nel rischio di essere vista. Mi nascondo dietro al cespuglio della mia idiozia come Anna Varney dietro ad una vagina invisibile. Ma se lo faccio è solo perché non mi piace infilarmi nella formina del ghiaccio. Non m'interessa avere un risultato certo una volta eseguita una determinata azione. Come con l'acquaforte. Qualche anno fa io e la mia amica Iside eravamo l'anima del laboratorio di incisione. Lo avevamo trasformato in una piccola Broadway. Animavamo l'aula ancora puzzolente dell'alito di Morandi con canti e balli nonsense. Una cosa insopportabile. La nostra professoressa Stanghellini, ferrata in cabala e illustrazioni infantili, se la rideva e trovava sorprendente la malata complicità di noi due minchione. A parte le alte ragioni che ci uniscono visceralmente e che adesso non sto qui a dire, io e la mia sista (Iside) andiamo d'accordo per davvero. Certe volte vorrei chiuderla sotto una campana di vetro e tenermela in casa. Con la nostra unione amicale abbiamo spezzato la verde linea della lega che ci separava spiritualmente.
Ad ogni modo, a parte qualche matricola troiazza che frequenta l'xm 24 pogando come farebbe mia nonna punta da un'ape, con le venete ci vado proprio d'accordo. Ne ho conosciuta un'altra, matta come un cavallo: Giorgia Fincato. E fidatevi se vi dico che ha proprio un diavolo per capello.

Dopo giorni di terrore siberiano bianco su bianco, degno del Fellini di Amarcord, è tornato il sole. Mi pare di sentirmi innamorata, un carciofo scaldato nella serra di camera mia. Chet Baker cade a fagiolo. Ascoltarlo all'imbrunire è come mettere il collo sotto l'acqua calda per un'ora fino a farlo cuocere a bagnomaria (come ama fare qualche Gioidano di mia conoscenza). Banali e retorici, ma sempre rituali sono. Mia mamma adora sgranocchiare la crudité di finocchio. Masticandola fa tanto di quel rumore da raggiungere in una eco Bologna. C'ha proprio i denti a prova di mentadent. Ma in fondo quel fracasso orale mi piace e mi manca terribilmente.
Al contrario del profumo di Massimiliano Raffa. Ieri l'ho incontrato e sta essenza de scimmia mi si è appiccicata addosso. Ma che minchia è? Dovrebbe essere strategico? Ammaliante? Se ho voglia di sentì  tanfo di cane bagnato mi basta entrare in accademia e inspirare profondamente. Boh!


p.s. volevo omaggiare Emanuele Sangregorio con una sua fantastica citazione omofobica  tratta da skype a proposito di un transone milanese:

[15/02/12 20.29.17] Emanuele Sangregorio: dorian gray
[15/02/12 20.29.40] Emanuele Sangregorio: nobile, che soddi, purpissimo

colgo l'occasione per precisare che NON SONO GAYFOBICA! Ogni qual volta troverete delle battute a tal proposito sappiate che si tratta solo di una delle tante declinazioni del mio odio. Niente di personale. L'unica categoria che disprezzo veramente sono gli idioti, di tutte le nazionalità orientamento sessuale altezza età etc…



5 commenti:

  1. puahahah! Da precisare che neanch'io sono omofobico, al più homofabico...
    Mi piacciono troppo i tuoi stream of consciousness!

    RispondiElimina
  2. grazie ema
    del resto questo eclettismo nel leggere la realtà l'ho appreso pure dagli avolesi

    RispondiElimina
  3. ma come potrei omaggiare una fotografia a tanta cortesia

    RispondiElimina
  4. la perla si nasconde per non apparire la sua naturale scelta è quella di esister

    RispondiElimina