No, non ho finito gli argomenti. Semplicemente mi sono abbandonata alla spuma dei piaceri. Un otium poco letterario che ha previsto l'uso sregolato di vino, baci, vita campestre, cibo e godimenti vari. Ne avevo bisogno. Inoltre, grazie al parto estivo della bara mi sono permessa di seppellire momentaneamente la mia tanto amata musa Arte. Questo time out dai miei soliti esercizi spirituali mi ha portato, tra mille difficoltà, a recuperare il rapporto con la Mariachiara della prima adolescenza abbandonata ingiustamente per andare appresso a falsi miti di alienazione e reiezione. Soltanto adesso, con un vero raddrizzamento dell'identità, mi sono resa conto di ciò che è umano e disumano dentro di me, ma in ogni caso la parte più strana non rappresenta più un problema. Adesso che l'ho appurato posso assaporare le cose più banali di questo mondo con la giusta lucidità, libera dalla dittatura della mia parte più bigotta e lesiva. Ma badate bene perché questo processo di rivelazioni non ha mutato la mia voglia di criticare e di tagliare in tanti piccoli pezzettini la realtà. Il mio odio analitico-fendente non è deceduto, anzi è maturato, addirittura cresciuto oltremisura.
E' mia abitudine cuocere il riso in bianco, lasciarlo freddare in frigo e poi mangiarlo con le gallette. Pensandoci bene è come applicare lo stesso principio della mucca pazza al riso. Non so perché lo faccio. Ci sono cose che mi disgustano profondamente che trovo davvero deliziose e le gallette di riso condite col riso sono una di queste. Però, bisogna fare una distinzione. Un conto è ciò che disgustandomi mi piace, un conto è quello che detesto categoricamente a tutti gli effetti. Ad esempio, mi sono stancata di questi cinquantenni superacculturati che usano come biglietto da visita gli ideali più alti e che alla fine dei giochi, pur di leccare una fica o tastare qualche tetta, dimentichi di arte e bellezza, intrattengono rapporti con violentatrici di Waterhouse, o peggio con trincia-Eric Satie a tradimento, fantomatiche ballerine del sotto-Scala e altri esemplari affini. Capite? Hanno defecato su Lord Byron, hanno imbrattato Wildt, hanno chiuso nei musei il Circo. Che sconforto! Mi spingono all'apice del mio odio trasformandomi in una perversa inquisitrice munita della culla di Giuda pronta a punire il minimo battito d'ali fuori tempo. Come Woody Allen tornando sui suoi passi ha chiesto di dare a Cesare quel che è di Cesare relegando i vecchi ai vecchi, io propongo la stessa identica cosa se il prezzo da pagare è lo scadere nel patetico. La purezza di spirito non ha età, la lascivia degli uomini accecati dalla satiriasi si!
Sola, nella pancia della balena apprendo il mutare sempreuguale delle mie azioni e tu (che sei completamente sb(p)roccato), arrivato a questo punto, dovresti capire che un pene non basterà a salvare la tua dignità di uomo.
Le donne sono avvantaggiante dall'evirazione naturale di ogni pendente.
A proposito di vecchi...
'V' per Libera
In uno scorcio pasoliniano di realtà poco milanese Libera allevava oche, conigli, galline, ma vecchia com'era non riusciva a gestire l'intrusione di una miriade di topi di fogna tanto che finì col diventarne allevatrice. Questo significa che per quanto c'impegnamo con la nostra volontà di potenza a costruire splendidi giardini ordinati secondo il gusto che più ci aggrada, qualche sterpaglia serpeggerà sempre di soppiatto, così come nella realtà esseri dalla natura abominevole s'insinuano nelle nostre vite. Le presenze più abominevoli che ho avuto la disgrazia d'introdurre nella mia sono state sicuramente le bellezze-schermo. Una volta, da piccolina, immersa nella vasca da bagno con mia sorella, notai come sul suo mignolo mancasse l'unghia del dito più piccolo. Ovvio che la causa aveva a che fare con un semplice incidente, ma lei, fantasiosa come sempre, mi disse che l'aveva rubata Gesù. Questa immagine sconvolgente di un Gesù-ruba-unghia-di-soppiatto mi è rimasta impressa per anni. Le unghie sono come i sassi, non sai mai se prenderli per cose viventi o morte, stanno sempre lì e sembrano imperturbabili; s'incarniscono, muoiono, si reincarnano. Imperturbabili come quelle bellezze assenti mancanti di carattere alle quali facevo riferimento prima, abominevoli in quanto impresse solo sul guscio. Siamo tutti un pò necrofili quando scegliamo di interessarci a qualcuno che troviamo bello e basta (della serie 'giocherello punzecchiando col bastone il corpo inanimato'). Non che la mancanza di anima mi alletti, ma il fatto di vedere una bellezza vuota come una bella scatola cinese di tanto in tanto non mi dispiace, giusto per dare voce al mio ego taurino e ignorante. Prima ero convinta che la società seguisse questa linea di pensiero, che premiasse le bucce, ma non è affatto così. Anzi, la vittoria è del qualunquismo e della gente brutta in quanto banale. E poi ci tengono a farti sapere quanto siano speciali loro, esseri della folla vestiti volutamente senza personalità ne rischio. Il piacere di essere semplici, di incarnare l'immagine del ragazzo/ragazza della porta accanto, dicono. La categoria che fa più cagare è quella degli artisti che se la pensano in questo modo. << Posso stare anche in tuta perché ho personalità da vendere >>. Enno' cazzo! A prescindere dal fatto che il bramare un vestiario eccentrico è genetico per un artista, avete idea voi sempliciotti dell'esperienza rimbaudina che vi perdete indossando questa pelliccia di cagnesco senza arte ne parte? Essere estremi e ridicoli è fondamentale. E' già una performance. Un esercizio sacro. Per i cattolici c'è il rosario, per l'artista la sfilata moda mare al porto dello sputtanamento. Lo sapeva Picasso ironizzando sulla sua virilità con la freschezza frocio-francese della sua maglia a righe, Dalì con le ascelle cosparse di sterco di capra, Frida con tanto di monociglio o Millais conciato alla Dante all'occorenza.
Di recente non so per quale cazzo di motivo il mondo che ho attorno sta cambiando in modo fastidiosamente negativo. Io mi sento un pò come il Messia selvaggio di Ken Russell, ma gli altri sono tristi, disfattisti e fanno cazzate. Aspiro a possedere col mio prossimo più prossimo un grado di confidenza tale da cancellare qualsiasi nebbia dalla valle delle comprensioni nella speranza di generare una felicità frizzante non priva di amarezze alla cuccuruccucu Paloma! Ma tutte le ciambelle riescono polpette.
Ma passiamo ad alcune domande che avrei da proporvi:
1. Che ci fa una una tipa che somiglia a Michael Jackson con una borsa con su stampato Michael Jackson? E soprattutto, come devo prendere questa immagine proposta dalla realtà? Che significa?
2. Perché tutte le tipe che suonano affidandosi alla loop-station hanno i capelli unti? E' il loop che sporca?
3. Perché il sindaco di Varallo ha aspirazioni da azionista viennese?
Porte sul nulla. E comunque sei un cazzo di miserabile professore cinquantenne bastardo che so io. Fottiti la tua ballerina ignorante con la faccia da Pincopanco e Pancopinco.
Il mio buonsenso bambino ha preso diverse scelte profetiche nel tempo e c'ha sempre azzeccato come con te. Perciò fanculo di nuovo!
ps. alla veneranda età di 25 anni ho imparato (GRAZIE ALLA CUMMARI MARTINA) ad andare in bici, prima non ci riuscivo. SUCATE!


una buonissima notte questo post
RispondiElimina..and now you can call me: Miyagi.
RispondiEliminasucate!
Si maestro, basta che non mi metti la cera altrimenti tummu anterra.Smak!
RispondiElimina:) anche rossana non sa andare in bici. magari anche lei a 25 anni lo farà XD ma fammi indovinare... siamo scesi entrambi in questo periodo pre pasquale senza beccarci? perlomeno non ci smentiamo.
RispondiEliminate lo scrivo anche qui: mi piace il tuo mutare sempreuguale, è una di quelle certezze a cui non saprei rinunciare.
A dire il vero sono in aeroporto.Sto scendendo proprio adesso.Spero di beccarti.Avi ro 1903 ca nun ti viru. Cmq grazie, sono felice di possedere ingredienti irrinunciabili agli emanuelli comu a tia.BAci
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