mercoledì 29 febbraio 2012
Uomini che scoprono le trombe
Sono reduce da una discussione accesissima con il professor Salvo Palazzolo che soltanto di recente, svegliandosi un mattino, ha appurato di avere un augello canterino appiccicato sul basso ventre. Ma che carino! Il punto è che da quel momento in poi ha deciso di farti pesare la presenza del fallico insaccato sbandierando, con stereotipatissime formule da maschio alfa-dolce&gabbana, il fatto che la sua creatura di carne, il suo vigoroso tremors riesca (teoricamente) a mietere vittime e a conquistare implacabile qualsiasi femmina della specie umana. All'uomo italiano contemporaneo non resta che appendersi al proprio cazzo nel goffo tentativo di darsi un tono perché non c'è proprio più nulla da fare. Poca merce da vendere, solo un pò de frutta sfatta e carne putrida attaccata da mosconi. Diderot, Freud o Rutherford il cazzo riuscivano a trovarselo già tranquillamente da soli, senza troppi esercizi empirici e in più trovando pure il tempo di lanciarsi in imprese culturali che hanno cambiato profondamente il mondo e la storia. Poi c'è gente che usa il proprio membro in modo creativo alterando la realtà con semplici gesti esilaranti. Una mattina, ad esempio, uscita presto di casa ho assistito ad una scena unica: un rom pisciava in mezzo alla strada e un bolognese con fare borghese lo apostrofava pateticamente a mò di maestrina, senza ricorrere manco ad una misera parolaccia, ma solo a tristi eufemismi da minestrone Bonduelle della serie 'cicici' 'papapa' 'sto cavolo' 'sta bietola' etc etc… Quello, di tutta risposta con la minchia ancora per aria, non solo continuava a spruzzare urina a volontà, ma se la rideva sotto al magnifico baffo inbirrato (che persino Roberto da Crema avrebbe invidiato) sbattendosene di brutto. Odiare i Rom è facile, ma bisogna ammettere che sono loro i veri fighi stronzi pulp della situazione!
A quattordici anni Noto (SR), una città che tra l'altro è piena di zingari ma dove a fare da padrone sono i pazzi, mi pareva New York city. Con il senno di poi mi sono resa conto che, una volta varcato quel pezzetto di terra oltre la porta di casa-colonne d'Ercole, non si può fare più a meno di spingersi oltre, sempre più in là, fino ad arrivare al punto in cui non è più la meta l'obiettivo da raggiungere, ma l'andare. Certo, a seconda del singolo carattere delle singole persone questo istinto che ti porta a violare i confini può essere più o meno sviluppato. Alcune persone, per la felicità di Ariosto, si accontentano di girare il mondo platonicamente, io, invece, non riesco proprio a darmi una frenata. Mia mamma lo dice in continuazione: << VILLANTI! >> che tradotto sarebbe un pò come dire 'girovaga!', 'nomade del cazzo!'. Tenere testimonianze di un'età ancora non troppo lontana: nella bolgia dei neofiti dell'asilo, un ampio dripping di nasi mocciolosi frignava per tornare dalla mamma; io, al contrario, non vedevo l'ora di cominciare la nuova avventura, contenta di trascorrere il mio tempo lontano da casa. Bruciare le tappe, aspirazioni naif d'indipendenza. Prima sigaretta? Dodici anni. E da lì non ho più smesso di fumare e fin quando avrò vita in corpo e la tosse o il cancro non mi distruggeranno, io continuerò a fumare.
Quante volte per compiacere qualcuno vi è capitato di cambiare occasionalmente abitudini? Per questa motivazione mi sono ritrovata a tollerare cattolici, a bere Southern Comfort, guardare film che contemplavano la presenza di Massimo Boldi, mangiare balene essiccate, parlare a voce bassa, ma ancora peggio a non fumare. Al già citato Axel l'odore del fumo nauseava perciò mi è toccato smettere di fumare per due anni di fila (e cioè in quel lasso di tempo in cui sono stata insieme a lui). Perdonami Dio Catrame perché ho molto peccato. In mia discolpa posso avvalermi del fatto che appena io e lo stronzone antifumo ci siamo lasciati ZAKKETE!
- Buonasera, posso avere un pacchetto di Camel lights per favore?
Via la plastica, strappo la stagnola con mano ferma, tiro fuori la prima sigaretta e la rimetto a rovescio nel pacchetto per chiari motivi scaramantici, afferro la seconda. Dalla tasca piglio l' accendino comprato nuovo di zecca per l'occasione e fiuuuu: accendo, tiro, respiro, fumo. Aaaaaaaa...
HO CAPITO COSA INTENDEVA IL MAITRE CHOCOLATIER DI LINDT QUANDO PARLAVA DI SCIOGLIEVOLEZZA CHE ARRIVA FINO AL CUORE!
Da lì in poi ho capito quanto sia importante seguire se stessi anche se si rischia di essere delle retoriche marionette controllate dai vizi del cazzo. Poi c'è a chi il vizio gli dona e a chi no. Ci sono vizi più sfigati e vizi più graziosi. Tipo a Bologna c'è una strana tipologia di gente malata col vizio scemo di collezionare nomi di gruppi insignificanti che suonano tutti allo stesso modo. Più nomi conosci più sarà facile ottenere il lasciapassare alla socializzazione con l'uomo esperto dal passato turbolento frequentatore di centri sociali che dovrebbe con il semplice gesto dell'affiancarti denotare il fatto che tu sia un animale potente e rispettabile. Così, ciccioni frustrati esperti dell'underground e nerd smagriti in botta col ricercato ti parlano degli sbraisisghenz dalla Lettonia o della famosissima one man band Black the altar of the bloody queen on the coast of my heart will go on but an affondate Concordia cia' scassat lu caz and you are all fottuti in the black sea of a season of the lamb of God. MA CHI SPACCHIO SE NE FOTTEEE??? E tu, chi cazzo sei? Cosa mi sai dire su di te? Guarda, parliamo pure di quei cazzo di gruppi basta che non ti guardo i piedi, i tuoi sono orribili. Perché cazzo ti sei messo i jeans strappati, il chiodo e le infradito? Io su questa cultura underground per adolescenti ritardati già globalizzati negli anni ottanta col gilerino di jeans e le toppe degli iron maiden ci piscio sopra come quel rumeno per strada. Quello si che è estremo! Quello te suona la balalaica intanto che ti battezza la MINI cooper (che cazzo di macchina frocia), quello ti acceca posizionandosi di sbieco sotto il sole a bocca aperta col solo uso del dente d'oro. Ma dai facce di merda! Anch'io sono stata intrippata con certe cose, ma dopo un tot di anni a parlare di montagne gelate, stalattiti sul culo del Diavolo, chiese bruciate buone per farci l'arrostita di maiale, incantatrici della notte darkettone malvestite, incubi e succubi, cerberi e pentacoli, demoni volanti simili a goRmiti, draculi, catene, borchie, capelli ricciolini (pochi) effetto bagnato appiccicati sulla testa, lapidi, ossa finte alchemy gothic da catalogo postalmarket versione meno porno e più metallara: BASTA! Come minimo voglio giocare con la casa di barbie per un anno giusto per cabià aria. ECCHECCAZZO.
ps. http://www.youtube.com/watch?v=YLpvoil4fZQ
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NE VOGLIO ANCOOORA!
RispondiEliminastiamo lavorando per essa... smuak
RispondiEliminaIo ci ho provato a compiacere qualcuno smettendo [macchè, DIMINUENDO] col fumo, ma ho resistito una settimana e poi il mio ritorno tra le schiere dei fedeli al Tabagismo è stato vivamente caldeggiato da entrambi: divento una persona orribile. Tu ci sei riuscita per due anni? Complimenti alla forza di volontà [o forse sono più da farsi alla tenacia dei tuoi sentimenti].
RispondiEliminaPer il resto Massimo Boldi [e il suo degno compare figlio d'arte] mi fa troppo ribrezzo alla vista per riuscire a trovarci qualcosa di divertente in modo da tollerare uno dei suoi film..nemmeno strafatto mi riusciva di ridere.. ma tutto cià viene meno davanti al sacrosanto interrogativo: "Perché cazzo ti sei messo i jeans strappati, il chiodo e le infradito?".
Priceless.
Ahaahahahah e per giunta lo conosci quel malvestito
RispondiEliminaMa veramente? No vabbè, o non l'ho incontrato in simili condizioni oppure l'ho fatto e ho rimosso questo ricordo agghiacciante [così come rimuovo sistematicamente pressocchè tutto quel che concerne gli infradito!].
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